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chi
è LUCIO FONTANA
Nello scegliere il nome del Liceo Artistico, si è pensato
di individuare una personalità italiana del '900 di livello
indiscutibilmente internazionale e, allo stesso tempo, fortemente
legata al territorio milanese e lombardo. La scelta del nome può
essere infatti qualcosa di più che un generico omaggio ad
un grande artista, e proporsi invece come una vera e propria scelta
di identità legata al territorio, alla sua cultura e alle
sue tradizioni, vivendo attraverso le giovani generazioni.
Lucio Fontana (1899-1968) è uno dei maggiori artisti del
'900. Italiano d'origine e cultura e sudamericano per nascita; uomo
segnato nel suo percorso esistenziale dalla marca dell'internazionalità
e della pluralità culturale riportò, nella sua concezione
dell'arte, l'impronta vitalistica dello sconfinamento fra mondi
diversi.
Nonostante questa sua dimensione, tutt'altro che localistica, Lucio
Fontana è stato uno degli artisti che, dagli anni '30 al
1968, anno della sua morte, ha caratterizzato con la sua presenza
l'ambiente milanese.
Due sono, nel passato, i punti di riferimento che egli riteneva
fondamentali: il Futurismo e il Barocco. La chiave dell'interesse
di Lucio Fontana verso questi due grandi movimenti artistici, nati
in Italia in epoche diverse, è la sua passione per la scienza
e per le novità tecnologiche che questa comporta. Il Futurismo
è nato come risposta alle innovazioni che la tecnologia portava
all'immagine del mondo; Il Barocco ha recato in sé l'impronta
del proprio secolo, il Seicento, nel quale nacque la moderna idea
di scienza, e l'arte divenne espressione di dinamismo e uso retorico
e persuasivo del linguaggio.
Lucio Fontana rinnovò profondamente il linguaggio artistico,
anticipando esperienze e tecniche artistiche di movimenti a lui
posteriori, e lo fece con grande lucidità e consapevolezza
intellettuali.
Fu infatti firmatario dei manifesti dello Spazialismo, nei quali
è esplicitato il valore che egli ha dato alla scienza nel
costruire la sua idea di spazialità. Lo Spazialismo si rifà
esplicitamente alle teorie einsteiniane e alla cosiddetta "quarta
dimensione".
Il suo interesse per le novità tecnologiche lo portò
a sperimentazioni audaci e inedite, con i materiali allora inconsueti
per l'arte: usò le luci al neon, fu il primo a servirsi della
luce di Wood, sperimentò persino la televisione come nuovo
strumento per fare arte, molto prima che nascesse la "video-arte".
Ha collaborato con architetti fra i più prestigiosi del suo
tempo, creando opere che sono veri e propri "ambienti".
La sua apertura lo ha portato a confrontarsi in più occasioni
con artisti e studiosi, segnando un percorso ricco di potenzialità
e inventiva. Le sue opere più celebri e più discusse
sono certamente i famosi "tagli" e i "buchi",
che egli definiva "concetti spaziali": si tratta di opere
che hanno un valore comunicativo, linguistico e concettuale, sintetizzato
nell'attraversamento dinamico della tela.
Lucio Fontana ha lavorato moltissimo anche con materiali di lunga
e nobile tradizione artistica e artigianale.
per saperne di più:
www.fondazioneluciofontana.it
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